p 415 .



Paragrafo 2 . L'avvio dell'industrializzazione.

     
In    campo   economico   la   novit   pi   rilevante   fu   l'avvio
dell'industrializzazione,  favorito  da  numerosi  fattori,  tra   cui
l'adozione  di  una  politica commerciale  protezionistica.  Le  prime
tariffe  doganali furono stabilite nel 1878, ma le misure pi incisive
(forti  dazi protettivi sui cereali, su altri prodotti agricoli  e  su
gran  parte di quelli industriali) vennero attuate nel 1887 in seguito
anche   alle   pressioni  degli  industriali,  cui  si   unirono   gli
imprenditori e i proprietari terrieri, colpiti dalla crisi  agraria  e
in  particolare  dalla caduta dei prezzi, provocata dalla  concorrenza
statunitense.
     L'intervento dello stato fu decisivo anche per l'ampliamento  del
mercato   interno.  Le  capacit  d'acquisto  di  gran   parte   della
popolazione, infatti, erano piuttosto limitate, a causa sia dei  bassi
salari  che  delle imposte indirette ancora rilevanti. In presenza  di
consumi  privati  cos  compressi,  risult  determinante  la  domanda
pubblica,  che  derivava dall'ampliamento della  rete  stradale  e  di
quella  ferroviaria, dall'esecuzione di altri lavori pubblici e  dalle
commesse militari.
     Condizione essenziale per l'avvio dell'industrializzazione fu  la
maggiore  disponibilit  di  capitali, resa  possibile  dagli  elevati
profitti  realizzati  in settori privilegiati e  in  espansione,  come
l'industria  pesante e l'edilizia, dal maggiore afflusso  di  capitali
stranieri dopo l'abolizione nel 1883 del corso forzoso della lira  (in
vigore dal 1866), dalle agevolazioni finanziarie concesse dallo  stato
alle imprese, da una pi efficiente organizzazione bancaria.
     Gli  imprenditori erano inoltre avvantaggiati dal basso costo del
lavoro.   La   disoccupazione   causata   dalla   crisi   agraria    e
dall'innovazione tecnologica, infatti, rendeva disponibile una  grande
quantit di manodopera. A questa si aggiungeva poi il largo impiego di
minori, pagati con salari dimezzati rispetto a quelli degli adulti.
     L'insieme  di  tali  favorevoli condizioni consent  lo  sviluppo
delle industrie tradizionali, in particolare di quelle tessili,  e  il
decollo delle prime
     
     p 416 .
     
     importanti   imprese   siderurgiche,  meccaniche,   chimiche   ed
elettriche. Dal 1881 al 1888 la produzione di ferro pass da 95.000  a
176.169   tonnellate  e  quella  di  acciaio  da  3.630   a   157.899.
Determinante fu la realizzazione di nuovi grandi impianti, come quello
costruito  nel 1884 a Terni dall'ingegnere Vincenzo Stefano Breda  con
il finanziamento di importanti banche nazionali ed estere, che ottenne
dal governo consistenti anticipi e proficue commesse.
     L'industria   chimica  fu  favorita  dall'impiego   dei   concimi
artificiali in agricoltura e agevolata dalle richieste provenienti dal
settore  dei trasporti e delle comunicazioni in rapida espansione.  La
maggiore  impresa  nel settore era la Pirelli, fondata  a  Milano  nel
1872,  che  si  specializz  nella  produzione  di  pneumatici,  molto
richiesti  in  seguito alla crescente diffusione della  bicicletta,  e
nella   costruzione  per  conto  dello  stato  di  cavi  elettrici   e
telegrafici isolati, sottomarini e sotterranei, per i collegamenti con
le isole e per l'installazione delle reti elettriche urbane.
     La  crescita  produttiva faceva aumentare la domanda di  energia,
alla  quale  si  cerc  di rispondere utilizzando  le  fonti  naturali
maggiormente  disponibili  sul territorio.  Si  svilupparono  cos  le
industrie  idroelettriche, tra le quali si distinse l'Edison,  fondata
nel 1884.
     Anche  il settore minerario riprese a tirare; ci, per,  non  fu
determinato  n  dall'ammodernamento  degli  impianti  n   da   forti
investimenti, ma dal basso prezzo dei minerali estratti (zolfo, zinco,
rame,  piombo  e  mercurio), dovuto all'uso di tecniche  antiquate  ma
assai  poco costose e dallo sfruttamento della manodopera, pagata  con
miseri salari e sottoposta a durissime condizioni di lavoro.
